BIOGRAFIA

 

Già dall’infanzia dimostra una talentuosa propensione per il disegno, questa dote innata per il figurativo lo porta a frequentare il Liceo Artistico, per poi conseguire il diploma di maestro di pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma. Dal 1993 è attivo su strada come writer e, con il suo primo nome, Heroin (SHM), porta avanti una ricerca stilistica sul lettering che possiamo ancora osservare in alcuni luoghi di culto dell’underground, come il Forte Prenestino e in alcuni quartieri come Trastevere, nel cuore di Roma.
Nel 1998, i problemi giudiziari causati da questa passione che lo spinge a compiere azioni illegali per quanto culturali, stimolano Diamond a intraprendere una nuova ricerca aperta al figurativo, pur non tralasciando mai la lettera. Questo nuovo percorso che celebra la figura femminile gli fa conquistare il primato di pioniere della Street Art italiana, accompagnato dai membri della TTS, la sua crew di cui hanno fatto parte Greco e JBrock.
I primi interventi di Street Art sono su carta adesiva, supporto che garantisce la viralità dell’atto, tipica del writing, ma che rappresentano solo il principio di una lunga storia dove si alterneranno la tecnica dello stencil e la mano libera.
Da quel momento Diamond non ha mai cessato di indagare e confrontarsi con supporti e tecniche sempre diverse, ognuna scelta e trattata secondo le proprie caratteristiche. Il suo tratto è inconfondibile, così come gli strumenti che utilizza per realizzarlo. La Bic, il marker, lo spray e il pennello rappresentano la sua poliedricità e il suo continuo desiderio di giocare a superare un nuovo livello, una nuova sfida.
La sua entrata nel circuito espositivo avviene grazie agli spazi occupati. Una tra le prime partecipazioni avviene all’International Poster Art, organizzato da Lucamaleonte, Sten e Lex, nel centro sociale ESC nel 2006. Dopo tanti anni si trova a ringraziare questi spazi collaborando al progetto di Museo Occupato, ed esponendo nel 2011 a Garagezero poster che nascono per essere collocati nella città come regalo al cittadino, dando così la possibilità di accendere nuovi motori culturali. Tali poster sono volati subito dopo la mostra in altre metropoli, da Parigi a Niceville in Florida.  Il lavoro di questo prolifico artista diventa presto noto e apprezzato non solo dal pubblico italiano ma anche dal panorama internazionale, grazie alla partecipazione a diversi importanti festival di Street Art. È presente a Bristol per l’Upfest (2012), a Monaco per lo Stroke Art Fair (2011 e 2013) e a Eindhoven per lo Step in the Arena Festival (2012).
Durante la sua complessa produzione, Diamond non ha mai smesso di alternare azioni illegali, disseminate maggiormente sul territorio di Roma, cornice prediletta delle sue opere, a mostre nei consolidati circuiti galleristici e museali, dove in ogni occasione dà riprova delle sue capacità tecniche di altissimo livello.
Maggio 2013 è il mese che mette in luce il lavoro di Diamond attraverso due realtà distinte: la prima al Museo di Roma in Trastevere, con la mostra A Ruina Resurrexit, e la seconda presso la Galleria Varsi, dove con la serie My Dear Old Black Bic, espone unicamente i lavori realizzati con la penna a sfera su carta, per la prima volta tutti presenti in una mostra dedicata a una grande passione di Diamond: la penna Bic.

06.06.2013 – 07.07.2013

Diamond – My Dear Old Black Bic

Curator: Marta Gargiulo @ Galleria Varsi – Rome

 

La Galleria Varsi per il suo secondo appuntamento porta in scena una ricerca che verte su uno strumento di lavoro elegante e complesso: la cara vecchia Bic nera.

Diamond street artist
conosciuto ai più per le grandi opere parietali realizzate in Italia, Francia, Repubblica Ceca, Germania, U.K., Olanda e per le produzioni caratterizzate dalla tecnica dello stencil, che hanno reso uniche le differenti esperienze nei circuiti galleristici e museali dove presenzia dal 2003; oggi offre al pubblico la possibilità di entrare nel vivo del suo linguaggio attraverso un’esposizione inedita.
Diamond con My Dear Old Black Bic riesce a muovere le corde dell’anima, calcando come solo con una Bic si può fare su quelle icone che hanno narrato e narrano un underground oggi storicizzato. Questo archivio segreto è un raccoglitore dei soggetti che l’artista utilizza per dar vita alle opere che successivamente a quel primo disegno, realizza sui muri delle città che più ama.
La Galleria Varsi ha dato luogo ad una mostra che celebra integralmente il dietro le quinte della produzione, la tavola è l’unico vero originale, è da lei che Diamond rielabora gli stencil per le sue azioni In e Out.
Per rendere indelebile questa nuova esperienza è stato realizzato un catalogo ( a cura di Giulia Trionfera e Marta Gargiulo) nel quale sono raccolte tutte le tavole a Bic; questa azione mette in essere l’idea di archivio iconografico che l’artista hapensato dall’inizio, mentre produceva ogni singolo dettaglio di questa complessa narrazione.

Copyright 2015 Galleria Varsi - All rights are Reserved