BIOGRAFIA

 

Jacopo Mandich nasce a Roma nel 1979.

Nel 2005 si laurea in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, presentando una tesi su arte, riciclaggio e magia. Nello stesso anno vince il concorso Edgardo Manucci e nel 2006 realizza per il Museo Manucci una mostra personale portata in seguito a Milano, negli spazi del Rotary Club.

La ricerca stilistica, in continua evoluzione, è incentrata su una scelta di materiali che verte principalmente sul ferro, legno e pietra.

La sperimentazione di Jacopo Mandich è una continua sfida, basata sul desiderio di plasmare materiali difficili in direzione di un contenuto emotivo e sensoriale.

I suoi lavori sono stati esposti a Parigi, a Londra e in diverse città italiane tra cui Roma dove nel 2014 ha presentato la sua mostra personale: “Cosmogonie”, alla Galleria Varsi e realizzato progetti espositivi in spazi istituzionali quali l’Auditorium Parco della Musica e Il Museo dei Fori Imperiali, a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Nel 2015 partecipa alla terza Biennale Industriale di Arte Contemporanea di Ecaterinburg, in Russia, e realizza un’installazione permanente nella città di Satka.

16.09.2016 – 24.09.2016

Jacopo Mandich. Rivelazioni

Il 16 settembre 2016 la Galleria Varsi presenta Rivelazioni, installazione partecipativa dello sculture romano Jacopo Mandich.

Dopo la personale del 2014 l’artista torna nella Galleria per mostrare l’evoluzione del suo percorso compiuta negli ultimi anni.

L’opera, realizzata site specific, nasce da un lungo periodo di lavoro a stretto contatto con lo spazio. L’equilibrio dell’ambiente espositivo è stato progressivamente stravolto dall’impatto con il legno e il ferro, materiali che accompagno la produzione artistica di Mandich dagli esordi e che si uniscono in nuove forme e significati.

Il progetto nasce dalla volontà di raccontare l’uomo attraverso i due materiali antitetici che ne simboleggiano la natura e le sorti e di abbattere la barriera tra opera e spettatore a favore dell’interazione, coinvolgendo il pubblico nel processo creativo e attribuendogli un ruolo attivo nella costruzione di significato dell’opera.

Rivelazioni rappresenta la possibilità del singolo di svelare l’altro, di levare le maschere ormai stratificate, in un processo obbligato a cui l’uomo, in via di mostrarsi, sembra opporsi con tutte le sue forze nel tentativo di una fuga disperata e impossibile.

In lotta contro l’immobilità cerca drammaticamente un appiglio ma lo spazio si fa avverso, imprigionandolo in una stasi che sembra divenire eterna.

Rivelati sono allora i moti dell’anima, i sentimenti più autentici, connessi tra loro al punto da perdersi nell’insieme, in una coesistenza costretta da cui sembrano nascere tensioni che attraversano la carne come flussi continui e dirompenti.

Nodi remoti esplodono in conflitti che scandiscono il ritmo del “corpo” nudo, spogliato da ogni difesa, al limite tra la tortura e il sollievo.

Tra gli spigoli della coscienza si intravedono infine le sue radici, erano nascoste, eppure erano lì, lo sono sempre state.

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