BIOGRAFIA

Nato a Lismore (Australia), Fintan Magee si è trasferito a Brisbane da bambino, dove ha iniziato ben presto a disegnare. Da adolescente è entrato in contatto con la cultura dei graffiti di Brisbane e ha iniziato a dipingere sui muri.

Negli ultimi anni si è allontanato dai graffiti tradizionali per orientarsi sempre di più verso i grandi murales che ricoprono gli angoli abbandonati e degradati delle città. Mescolando motivi surreali e figurativi, i suoi dipinti si integrano profondamente con l’ambiente urbano ed esplorano temi quali il rifiuto, il consumo, la perdita e i momenti di transizione, con una morbidezza e dei sentimenti influenzati dalla narrativa per bambini.

Ha svolto numerosi progetti a Sydney, Melbourne, Londra, Vienna, Los Angeles, Miami, Atlanta, Bogotà, Buenos Aires, Copenhagen, Mosca, New York, Oslo e Dublino, e altre città ancora. Il suo impegno, la perizia tecnica e l’approccio progressivo alla pittura lo hanno reso una delle figure più di spicco della Street Art e dell’arte parietale contemporanea australiane.

29.04.16 – 03.06.16

Fintan Magee

The Backwaters

– Stories from endless suburbia –

Il 29 aprile 2016 la Galleria Varsi di Roma inaugurerà “The Backwaters, Stories from the Endless Suburbia”, mostra personale dell’artista Fintan Magee.

Gli spazi della galleria accoglieranno le memorie di infanzia dell’artista che ci accompagna attraverso le sue opere indietro nel tempo, negli anni ‘90 in Australia, suo paese natale, raccontandoci le storie degli abitanti della “cultural backwater”.

L’artista ci narra con gli occhi di un bambino quella che una volta era la periferia di Brisbane, un luogo isolato dove vivevano persone di diverse origini venute da lontano, la maggior parte di loro appartenente alla classe media operaia. Indiani, filippini, aborigeni, italiani, maori, vietnamiti, greci, pachistani abitavano le sue strade, le sue case.

Tante culture e religioni che convivevano in poche miglia. I bambini che ci abitavano si conoscevano quasi tutti. Alle volte si amavano, altre litigavano, giocavano insieme, vedevano molte cose intorno a loro. Capitava loro di imbattersi nel mondo dei grandi, dai grandi problemi.

Non sempre le cose che percepivano erano belle, a volte ne erano consapevoli, altre no ma bastava un giro in bici e un po’ di immaginazione per non pensarci.

In bicicletta andavano veloci, veloci come i sentimenti che attraversano un bambino, così veloci da dimenticarli o a tal punto che gli scoppiavano dentro. Succedeva che qualcuno spingesse troppo sul pedale, contro il vento che l’aveva vinta, e cadeva dalla bicicletta.

Una frazione di secondo sospesi per aria e poi a terra! Capitava loro di cadere in una pozza, di farsi male, di non riuscire a rialzarsi, ma rimanere lì fermi non avrebbe portato a nulla: meglio tirarsi su, pulirsi ferite e vestiti e pedalare verso casa per la cena.

Fintan Magee in quella periferia è cresciuto e dalla bicicletta è caduto. Ha navigato le acque stagnanti.

Adesso ha 32 anni e gira il mondo dipingendo muri, raccontando storie personali, fantastiche, reali. Con la pittura dà forma ai suoi ricordi e al suo pensiero. Con le sue opere ci culla dove abitano bambini che volano ma a volte cadono, sopravvissuti a questo mondo, dove disperazione e speranza convivono in pace e dove ne succedono di tutti i colori.

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